Nella sezione del forum dedicata a Maggese fu a suo tempo aperto un topic - ormai inattivo da anni - per esprimere la propria preferenza nei confronti della versione n. 1 di Bagus Special Edition, più lenta e sognante (anche come vocalità di Cesare), ovvero nei confronti di quella n. 2 contenuta in Maggese (ed ora pure nel best del 2010), ma questo è tutto.
Come dicevo, questa canzone mi piace e mi emoziona tanto, in particolare nella sua versione originale arrangiata con molta più lentezza e decisamente a prevalenza piano-archi come piace a me (me l'immagino sempre eseguita piano e voce un giorno, ma manco ai RadioItaliaLive mi pare sia mai stata finora suonata da Cesare!).
Trovo incredibile e raro che un ragazzo di poco più di 20 anni sia stato capace di calarsi così bene, vestendoli come un guanto, nei panni in realtà a lui tuttora sconosciuti del papà di un figlio piccolo, dipingendo immagini tenere - e profonde ad un tempo - di quella che lui immagina esserne la futura crescita ed esprimendo tutta la malinconia del non potergli stare più vicino perchè costantemente portato in giro dal suo lavoro.
Le righe - scritte da Cesare stesso - che si leggono nella copertina interna del relativo CD singolo dicono tutto:
"Troppo spesso chi lavora viaggiando deve affrontare problematiche che vanno al di là di una vita tranquilla e normale.
Una di queste è la lontananza dalla propria famiglia, dai propri figli.
Ho scritto questa canzone dedicandola ed ispirandomi alla vita di un bambino di tre anni che esiste veramente, figlio di un amico, che a causa dei lunghi e continui viaggi vede molto poco.
Mi ha colpito molto perchè purtroppo questo è il destino mio e di tutte le persone che lavorano come me nel mondo della musica o dello spettacolo in genere.
Il nome del bimbo, Gongi-Boy, è realmente il modo in cui questo amico chiama suo figlio, e ho sempre trovato questa parola molto adatta ad essere cantata.
Il pezzo è un dialogo immaginario di un padre lontano da casa e si divide in due parti ben distinte".
Proprio pochi giorni fa ho ripensato a Gongi-Boy in questi termini. Cesare su Twitter aveva scritto, preparandosi ad assistere al concerto di Francesco Guccini a Bologna del 3 dicembre scorso (cui sono stata presente anch'io), che la sua canzone prediletta di Guccini è "Culodritto", dedicata alla figlia Teresa allora piccolina; io allora gli ho twittato questo: "
Però poi, a pensarci bene, perchè stupirsene? Lui è anche quello che a soli 16 anni d'età scrisse Il Pagliaccio, disegnando in maniera tanto potente - per musica e per testo - l'esistenza e le sensazioni di quell'artista che sarebbe diventato solo di lì a qualche anno.
Modificato da Alberta, 8 Dec 2011 - 11:58.









