Lucia333, il 16 Jan 2011 - 03:49, ha scritto:
Qualcuno saprebbe dirmi qual è il significato della canzone "Un giorno credi", di Edoardo Bennato?
"IL" significato, probabilmente, lo "sa" solo l'autore del suo testo, Patrizio Trampetti (a pensarci bene, anche se amo tutto Bennato fino al 1980 incluso - poi basta -, le sue due canzoni che prediligo sono proprio quelle col testo non scritto da lui bensì da Trampetti: Un giorno credi e Feste di piazza!) ...
http://www.italianis...testi/ungio.htm
Posso dirti quel che ha sempre evocato a me questa canzone bellissima (anche l'arrangiamento è speciale, così solenne e delicato con tutti quegli archi, assai poco "bennatiano"), che ascoltai per la prima volta quando ero in seconda media (anno scolastico 1976-77, maro'!!

): un momento di disagio e smarrimento personale molto forte, in cui l'io narrante - convinto da sempre di avere una vita soddisfacente, con tutte le tessere del mosaico al loro posto, sente all'improvviso (perchè gli è successo qualcosa di serio ed inaspettato, o magari anche solo per un sopraggiunto suo scoramento e pessimismo del tutto personale e soggettivo, non motivato da nessun evento specifico in particolare) che tutto gli sta crollando addosso ed allora si fa forza aggrappandosi a se stesso, scavando dentro di sè per trovare la forza di reagire.
Mi viene in mente adesso che in fondo è un po' quel che per me rappresenta la mia adorata Momento Silenzioso ...

Poi però c'è l'ultima strofa, che sicuramente è quella più "strana" e a prima vista non tanto facilmente armonizzabile, come concetto, con il resto:
Mentre tu sei l'assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente.
Io personalmente ho sempre pensato a queste parole come ad uno scenario negativo (l'essere passato sopra al proprio momento-no con ipocrisia, rifiutando di guardarsi dentro, trovando scuse continue - il "
falso incidente" -, fingendo ed ostentando sicurezze che non si hanno, atteggiandosi con gli altri a quel che non si è) che l'io narrante si rappresenta dentro di sè mentre vive il suo momento difficile, e se lo rappresenta proprio per farsi ancor più forza e non cadere nella tentazione di non reagire a quel che gli sta capitando. Non vuole finire così, come la persona disegnata nell'ultima strofa, e per questo si auto-incita a "
non tornare sui tuoi soliti passi/basterebbe un istante".