In quest'ottica sta prendendo corpo anche un'ipotesi di mega-concertone tutto bolognese, un po' come quello dello scorso marzo per aiutare la basilica di Santo Stefano però stavolta articolato in più giorni, quasi una piccola Woodstock della Dotta ... spero vada tutto in porto, sarebbe bellissimo e stavolta chiederei ferie con largo anticipo pur di assistervi!
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Dalla: «A gennaio tutti con noi
Tre o quattro concerti per il Bologna»
Il cantante: l'evento rossoblù monopolizzerà la città
Lucio Dalla, come procede l’organizzazione di Bolothon? Sarà una grande Woodstock rossoblù a sostegno del club?
«Il concerto stiamo iniziando a immaginarlo adesso. Penso che verrà fuori simile al grande concerto in piazza Maggiore per celebrare Bologna città della musica dell’Unesco».
Quando sarà?
«Consorte mi ha detto che bisogna farlo entro gennaio. Io, tra l’altro, il mese dopo ricomincerò la tourné con Francesco De Gregori. L’inizio d’anno mi sembra il periodo migliore, anche perché bisogna fare in fretta per lanciare e sostenere il progetto di azionariato diffuso. Questo deve essere un evento che monopolizza l’attenzione della città per una settimana intera».
Dove?
«A me piacerebbe molto il PalaDozza. È uno spazio in grado di contenere tante persone. Poi è in centro vicino al cuore della città. Sarebbe il luogo ideale anche per quello che rappresenta per Bologna».
Chi saranno i cantanti a salire sul palco?
«Vede, Bologna è la città con la più alta densità di artisti. Poi è chiaro bisogna verificare la disponibilità nell’agenda dei singoli artisti. Però questa città ha un grandissimo bacino dal quale attingere. Farli salire tutti su un palco la stessa sera sarebbe impossibile».
Insomma ci saranno più concerti in diverse giornate?
«Sì, direi di sì. Prima bisogna verificare le presenze. Ma io, Gianni Morandi, Andrea Mingardi, Cesare Cremonini abbiamo già detto che ci siamo. Una volta trovate le prime adesioni, le altre arriveranno di conseguenza. Non solo cantanti ma anche tutti gli artisti che vivono a Bologna. Io penso che bisogna fare una grande manifestazione dell’orgoglio bolognese lunga tre-quattro giorni. In città non si dovrà parlare di altro».
Lei perché ha accettato?
«Mi viene in mente la storia di Rolandino de Passeggeri che chiamò alla raccolta la città nella guerra contro Federico II. In quell’occasione la città rispose e vinse tutta insieme. In questa occasione è il Bologna che può salvare Bologna. Io ho solo dato il mio contributo».
Cosa intende dire?
«Noi ci lamentiamo spesso delle istituzioni che per inadeguatezza svolgono male il loro ruolo. Ma siamo noi come città che ci dobbiamo responsabilizzare. I bolognesi devono pensare e contribuire allo sviluppo della loro città».
Nella vicenda del Bologna Calcio la città ha risposto presente.
«Io spero che questa storia della squadra di calcio sia l’inizio della salvezza della città. Se i cittadini si responsabilizzano si possono affrontare in maniera diversa anche questioni molto più gravi come quelle che riguardano la crisi del lavoro o, per esempio, l’integrazione cittadina».
Il Bologna Calcio come modello del Rinascimento della città intera?
«La speranza è che questa vicenda sia una sorta di extrasistole nel cuore dei bolognese. Una storia che modifica il battito della città e lo accelera».
Che effetto le fa vedere Gianni Morandi presidente onorario del Bologna?
«Sono contentissimo per lui e per il Bologna. La sua tenacia e la sua caparbietà saranno sicuramente un bell’incentivo per tutta la squadra. In più è una persona che ama e conosce il calcio profondamente. E con i tempi che fa nella maratona Gianni potrebbe tranquillamente giocare nel Bologna».
Con Morandi presidente lei sarà sempre allo stadio.
«Purtroppo con i miei impegni faccio fatica vedere la partita dal vivo. Ma ho sempre la mia tessera di Sky in tasca e non mi perdo mai un match. Per la verità, con Gianni allo stadio ci andavamo quando eravamo più giovani».
E trasferte?
«L’anno dello scudetto andammo insieme a Bergamo a vedere il Bologna e ce la vedemmo veramente molto brutta. A momenti i tifosi dell’Atalanta ci massacravano. Poi quando la Spal era in serie A andavamo sempre a vedere il derby a Ferrara».
Marco Madonia
22 dicembre 2010
Modificato da Alberta, 1 Mar 2011 - 22:50.










