Beh, non è solo padre Ildefonso ad essere fortitudino e non già virtussino, in questo progetto ...
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Sabatini: "Riempiamo la Futurshow"
Il patron della Virtus: "Sul palco schiererò la mia squadra ma invito ufficialmente la Fortitudo"
BOLOGNA, 25 FEBBRAIO 2010 - ERA SCETTICO. Anzi, forse non ci credeva proprio. L’idea di un concertone per la basilica di Santo Stefano, con tutti i cantanti bolognesi sullo stesso palco, senza un euro di cachet, gli sembrava irrealizzabile. «Un miracolo». Perché «qui a Bologna si fa fatica a fare qualcosa insieme anche quando si viene pagati», commenta sorridendo Claudio Sabatini, patron della Virtus.
Che il 23 marzo offre (gratis) la Futurshow Station di Casalecchio per il mega concerto lanciato a novembre dal Carlino (il copyright dell’idea è di Cesare Cremonini) e organizzato dalla Cisl nell’ambito delle celebrazioni per i suoi 60 anni.
Sabatini, dunque, si sbagliava. Il 23 marzo ci saranno tutti: da Gianni Morandi a Lucio Dalla, da Cremonini a Samuele Bersani, da Luca Carboni ad Andrea Mingardi, Paolo Mengoli, Riccardo Fogli, Paolo Belli, Barbara Cola, Silvia Mezzanotte, Iskra Menarini, Pia. E il cast è ancora aperto a nuove adesioni.
Sabatini, è sorpreso?
«Beh, sì, lo ammetto. Quando dalla Cisl mi ha chiamato Alberani (Alessandro, segretario provinciale del sindacato, ndr) e mi ha spiegato cosa voleva fare per contribuire ai restauri della basilica di Santo Stefano, ero molto, molto scettico».
Però non si è tirato indietro.
«Gli ho subito risposto che, se l’iniziativa fosse andata in porto, avrei dato la disponibilità della Futushow Station e della nostra radio. È una cosa che faccio con grande orgoglio».
La scommessa ora è riempire il palasport. Quanti posti?
«Parliamo del più grande e moderno complesso del genere in Italia. È una struttura estremamente duttile, con una capienza massima di circa 14mila persone».
Si riempirà?
«È una previsione difficile da fare. Mi auguro che la risposta dei bolognesi, e non solo, sia tale da fare il pienone. Noi siamo pronti. In otto-nove ore al massimo, dopo l’ultimo biglietto venduto, possiamo adattare la Futurshow Station alle esigenze del caso, al numero di tagliandi venduti».
Con chi ha riempito l’Arena da 14mila posti?
«L’allestimento più capiente è servito, per esempio, ai Coldplay, a Laura Pausini».
Come ‘vede’ il concertone del 23?
«Sarà senza dubbio un evento. Mai, prima, si erano visti tutti quegli artisti salire insieme sullo stesso palco. Questa volta mi pare si sia dato il segnale di un bel cambio di mentalità. Poi c’è la finalità della serata, il cui incasso sarà interamente devoluto ai restauri della basilica di Santo Stefano. Senza contare il prezzo davvero politico dei biglietti: 20, 15 e 10 euro».
Sarà un’organizzazione complicata?
«Avendo tanti artisti, ciascuno con le proprie esigenze tecniche, mettere in piedi lo spettacolo sarà più complesso del solito. Da parte mia, metterò a disposizione della produzione tutte le tecnologie di cui è dotato l’impianto: dall’americana per luci e casse audio ai
sei mega schermi da 33 metri quadrati ciascuno».
E la radio.
«Sì,
la Futurshow Station Radio, che si ascolta su fm 100.2. Ma, vista l’eccezionalità della serata e la sua finalità, siamo pronti a ospitare altre radio».
In prima fila, il 23 lei schiererà la Virtus Pallacanestro.
«I ragazzi ci saranno».
Vista la finalità della serata, perché non invita anche la Fortitudo? Dopo il ‘miracolo’ degli artisti...
«Non ho problemi. Invito formalmente anche la Fortitudo. Anche se li ho chiamati in tante altre occasioni e non sono mai venuti... Magari potrebbe fare da tramite padre Ildefonso Chessa, della comunità dei monaci benedettini olivetani che custodiscono le Sette Chiese. Mi ha confessato di essere fortitudino. Ma la Futurshow Station gliela dò lo stesso».