Betty, il 29 Jan 2010 - 22:28, ha scritto:
Io invece trovo questa canzone parecchio triste... o piu che la canzone è il concetto, il messaggio, l'idea che uno per essere felice debba rifugiarsi nella fantasia è drammatica...perche poi si scontra cn la realtà che nn gli corrisponde e cosa fa allora?! si suicida?! E mi dispiace proprio per te Alberta se davvero ti ci ritrovi in questo poverino...
Perchè mai "poverino"?! Ha per me il grande dono di avere capito, creando cose tutte sue, come bastare a se stesso
le volte in cui gli vada di stare solo assieme a se stesso.

E ... dici che il fatto di rifugiarsi, quando se ne abbia voglia, nella fantasia (che io intendo qui però come spirito creativo, non quale rifiuto a priori della realtà che ci circonda ed impossibilità di saperla vivere ed accettare) è qualcosa di "drammatico" come idea, ho letto bene ?!?

Betty, non sono affatto d'accordo con te, qui. La fantasia è una ricchezza inestimabile. Non dà solo gioia, non è solo un conforto. E' anche ciò che scongiura l'omologazione, la massificazione, il pensiero unico, il gusto unico. Ci rende irripetibili, originali e diversi l'uno dall'altro.
Pensa che per me l'unica cosa non totalmente idiota uscita dal 1968, se preso
cum grano salis, è il caro vecchio slogan "l'immaginazione al potere".
E personalmente io sono del parere che, tra una serata con gente di cui ti frega poco o nulla, od una serata in discoteca magari per tentare di rimorchiare tristemente, od un concerto di un artista di cui del pari non ti frega nulla (e ci vai tanto per andare; idem per altri eventi), ed una serata passata
creativamente con se stessi sia molto meglio, ma alla grande, la seconda ...

Chiaro che mica costui se ne starà SEMPRE in casa (e comunque di certo non ci sto sempre io, ahahah!

Tutt'altro ... adesso vengo giustappunto da una seratina tutto-gossip con Barbara che hai conosciuto a Riccione e con altre due nostre compagne di liceo, l'altro giorno ero a Padova a godermi il Guccini onstage con un'altra amica del liceo ... sì, perchè dopo 32 anni la nostra classe è ancora unita come allora!

).
Ma francamente anch'io, le volte in cui le scartoffie giuridiche mi hanno fatta particolarmente arrabbiare o dannare o fumare il cervello durante la giornata, col tempo ho imparato quale grande piacere -
alternativo a quello di un bel concerto in compagnia, o di una bella pizza in compagnia, od a quello per me inestimabile di chiacchierare al telefono con mio nipote che sta a centinaia di km., etc. etc. - sia il tornare a casina, chiudersi la porta alle spalle e ogni tanto, invece di scrivere un atto, mettermi a creare qualcosa di mio e di originale che non ha nulla a che fare con il mio lavoro (io non so cucinare se non generi di prima sopravvivenza, per cui non creo ricette ma casomai creo recensioni musicali, o presentazioni e comunicati stampa per giovani artisti indipendenti - purtroppo ora non più indipendenti, e mal gliene incolse - che per me sono come figli ... etc. etc.

).
Betty, il 29 Jan 2010 - 22:28, ha scritto:
...paradossalmente sono proprio le sfighe e le frustrazioni che danno gusto alla vita, quelle che fanno crescere, quelle che fanno scoprire lati di te che nemmeno pensavi esistessero, talmente abituati ad avere tutto al posto giusto!
E non è anche quello che dice la canzone ...?! "
niente senza il pianto sarebbe straordinario".

Quel che si dice ne "La ricetta" non è certo un incitamento - almeno non per me; io non la vedo per nulla così - ad alienarsi in una bolla di irrealtà, bensì ad imparare a trarre sostegno e conforto
anche da se stessi e dai nostri lati più nascosti ma forse più veri, e non già esclusivamente andando alla continua ricerca di appoggi e grucce "esterni" che possono essere più o meno solidi e talvolta persino fallaci, o magari possono non esserci 24 ore su 24, o magari possono non esserci nel momento in cui ne avremmo più bisogno.
Un'esortazione a continuare a vivere nella realtà e non fuori da essa, certo, perchè è da lì che nascono gli
input dai quali si forgiano i nostri interessi, ma poi anche a saperseli coltivare e far sbocciare in un'intimità tutta nostra - a suo modo appagante, speciale e gratificante - questi interessi.
Betty, il 29 Jan 2010 - 22:28, ha scritto:
... non ti piace fare il lattaio?!vuoi fare il cuoco?! ca**o!!svegliati!!!vai a fare il cuoco!!!non mi sembra cosa cosi impossibile, nn vuoi mica fare il presidente del consiglio, vuoi fare il cuoco!!!!!
Ma dai, è una metafora!

Bacio, Bettaccia!
Modificato da Alberta, 30 Jan 2010 - 10:13.