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LA RICETTA


30 risposte a questa discussione

#1 Alberta

Alberta

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Inviato 29 Jan 2010 - 00:00

Ascoltare per la miliardesima volta Il primo bacio sulla luna dal tuo vecchio Walkman mentre, tornandotene a casa, passi in una ventina di minuti dal Ponte di Rialto alla Chiesa dei Frari ad altre meraviglie assortite (che hai la fortuna di vedere anche loro per la miliardesima volta) ti fa venire, alla fine, una voglia irresistibile di aprire un topic che qui nel forum ancora mancava … ;)
Questo brano – che io adoro, a dir poco - è totalmente fuori dagli schemi. :staryeyed:
Lo sono in primo luogo le forme testuali e musicali in cui Cesare ne esprime il concetto portante.
La metafora letteraria strana, inusuale e "cinematografica" del lattaio che getta a terra il camice e svuota rabbioso litri di latte nel lavello ma che poi sa trovare la chiave giusta per raggiungere una piccola catarsi tutta sua, un riscatto costruito a suon di fantasia …
Il riff di piano “robusto” con cui il pezzo esordisce e poi il subentrare di quell’altro pianoforte dal suono così argentino, che invece sembra una cascatella di montagna …
Quel fischiettio e quella tromba tremula che ad un certo punto si intrecciano, l’uno a sinistra e l’altra a destra, a creare un’armonia bizzarra ma efficacissima (questo è un brano da ascoltare in cuffia assolutamente, in my opinion, ma in realtà questo vale per tutto il disco, perché così si gode appieno dei missaggi strepitosi di Steve Orchard, che ti fanno apprezzare distintamente e nitidamente ogni singolo strumento nell’ambito dei policromi arrangiamenti pensati da Cesare :sbav:) …
Ma è fuori dagli schemi, ancor prima, proprio il concetto espresso, in sè e per sè, quantomeno se rapportato al mondo attuale in cui un po’ tutti tendono a richiederci (imporci?) di fingere di divertirci sempre a mille, o di fingere di avere tantissimi "amici" (termine stra-abusato, da ultimo ... specialmente nei social networks ma non solo …), o di fingere di stare bene all'interno di un determinato rapporto di coppia - che in realtà magari ha dentro di sé il vuoto pneumatico più assoluto - pur di continuare ad intrattenerne uno ...
Sarà che in quell'"uomo solo" lì, sesso maschile a parte (e litri di latte al posto dei faldoni di scartoffie a parte), sotto sotto mi ci sono riconosciuta non poco, fin da subito. E pure con un pizzico di orgoglio. :)
Ma allora un "bravo" a pieno titolo va anche a Vittorio, il fratello di Cesare, che da ragazzo aveva scritto il racconto in questione e quindi ci ha messo, di suo, proprio quel concetto … risultando quindi la prova vivente (lo dico un po' anche per consolare me stessa! ;)) di come anche i giuristi, a volte, abbiano un’anima! :lol:

#2 Alberta

Alberta

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Inviato 29 Jan 2010 - 00:10

Da http://cesarecremoni...it/disc_06.html

La ricetta (…per curare un uomo solo)
Esiste una ricetta per curare la solitudine?
Certo che sì. E' la nostra fantasia. Inventarsi un mondo tutto per sè per sfuggire alla realtà: è questa la storia di un lattaio di Via delle Fragole (strada realmente esistente a Bologna), che frustrato dalla monotonia del suo lavoro chiude a chiave la porta di casa e si reinventa cuoco, regalandosi, ricetta dopo ricetta, momenti di pura creatività.
Ho sempre pensato che, nascosto in ogni uomo ci sia un artista, anche nella persona più comune. D'altronde quando si è bambini tutti coloriamo il mondo con occhi da artista! E' forse la mancanza di fiducia in sè stessi, il male della mia generazione. La mancanza di interessi, di curiosità sono il cancro che uccide la vita di migliaia di ragazzi di oggi e li imbottisce di superficialità. Si pensa che sia la televisione il porto dei nostri sogni,  e questo è un grave errore. E' nel silenzio di una stanza vuota che si fa la propria storia.
Questa canzone è insieme un omaggio alla fantasia e al coraggio di sapersi guardare dentro, scoprendosi giorno per giorno.

#3 Alberta

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Inviato 29 Jan 2010 - 00:13

Da PLAYLIST, programma condotto da Valeria Bilello (puntata andata in onda per la prima volta sull'ora defunta All Music il 1° novembre 2008):

Valeria: Parliamo de "Il primo bacio sulla luna". Perchè contiene una canzone che si chiama "La ricetta", che è una canzone, appunto, che, se non sbaglio - correggimi, ti prego - racconta di come sia difficile essere giovani oggi ...
Cesare [scuote la testa]
Valeria: Ehm ... del ... del vuoto ...
Cesare: No. [sempre scuotendo la testa]
Valeria: Ehm ... del ... del ... ancora una volta ... della ... della difficoltà della scelta ...
Cesare [scoppia a ridere]: Allora, la canzone si chiama "La ricetta per curare un uomo solo", e parla della ricetta per curare un uomo solo. Che è la fantasia.
Valeria: Non della mancanza di interessi e curiosità dei giovani d'oggi?!
Cesare [ridendo e mimando il gesto di assestarle una pedata nello stinco]: No, non parla precisamente di quello. Quello è una riflessione posteriore. La verità è che la canzone parla di un cuoco, che in realtà nella vita fa il lattaio ma che sogna di diventare cuoco. E quindi ogni sera torna a casa e svuota litri di latte nel lavandino, perchè è frustrato da tutto 'sto latte che lo circonda durante tutto il giorno. E la canzone è ambientata in via delle Fragole, a Bologna, una via in cui un giorno vorrei che tu andassi a conoscere questo lattaio, che esiste veramente.
Valeria: Esiste?
Cesare: Sì. E ... il fatto che una persona non sia contenta di se stessa e della sua vita, e allora si permetta il lusso di chiudersi in camera, dimenticandosi di quella che è la sua quotidianità ... E si reinventa, mettendosi un cappellino da cuoco, anche se non sarà mai un cuoco veramente, ma si reinventa per quello che vuole, è - secondo me - una metafora per parlare del fatto che, con la fantasia, è possibile, nel silenzio della propria camera ... è possibile trovare la felicità, cioè riuscire ad essere se stessi comunque, anche se la vita non può premiare tutti quanti, premiandoli ... premiandoli ... dicendo ... in altre parole accontentando i desideri di chiunque.

#4 Alberta

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Inviato 29 Jan 2010 - 00:17

Dal portale Virgilio.it

E a proposito di famiglia, una delle canzoni del disco - La ricetta (...per curare un uomo solo) - vede la collaborazione ai testi di tuo fratello Vittorio. Credo sia la prima volta. E' un musicista anche lui?
"Sì sì, è la prima volta e... no, non è un musicista. Lui fa l'avvocato. Ma nonostante questo ha una sensibilità fortissima, incredibile a dirsi! Anche lui è stato educato alla scrittura e c'era questo racconto, scritto da lui al liceo, con cui vinse anche il premio Galvani (dal liceo classico di Bologna che frequentava n.d.r.). A me è piaciuta tantissimo l'idea, veramente fantasiosa, del lattaio di via delle fragole - una via che esiste davvero - che svuota litri di latte per la frustrazione di una vita che non gli va... Quindi ho preso il racconto, l'ho "asciugato", messo le rime e la musica. Ho unito le due parti creative, quella letteraria, di mio fratello, e quella musicale, mia. Ne è venuta fuori una canzone molto originale che sta molto bene in un disco come questo mio ultimo, che spazia fra più generi".

#5 Alberta

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Inviato 29 Jan 2010 - 00:42

... per non parlare di un verso geniale come "niente senza il pianto sarebbe straordinario". C'è un'intera visione della vita e del mondo, dentro. Che condivido non poco. :flowers:
Un antidoto contro un certo qual vittimismo che mi pare - ed è veramente un peccato - sia in aumento fra le giovani e giovanissime generazioni ...

Modificato da Alberta, 29 Jan 2010 - 00:50.


#6 alex44

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Inviato 29 Jan 2010 - 14:28

Visualizza MessaggioAlberta, il 29 Jan 2010 - 00:42, ha scritto:

... per non parlare di un verso geniale come "niente senza il pianto sarebbe straordinario". C'è un'intera visione della vita e del mondo, dentro. Che condivido non poco. :flowers:
Un antidoto contro un certo qual vittimismo che mi pare - ed è veramente un peccato - sia in aumento fra le giovani e giovanissime generazioni ...

Concordo con questo tuo commento..

Secondo me questa è una canzone davvero bella e molto profonda, mi fa pensare che a volte basti poco per combattere la solitudine che ognuno certe volte abbia..

#7 Anny

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Inviato 29 Jan 2010 - 18:45

non posso farci nulla.....la ricetta mi da una carica d'adrenalina enorme....complimenti cesare...

#8 lulu0587

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Inviato 29 Jan 2010 - 21:26

vado un attimo OT e dico che a Trieste avevamo fatto un cartellone con scritto (se non erro!): "LA RICETTA X CURARE LA TRISTEZZA? CESARE, LA LUNA E LE FURIE!!!!".....
torno IT e dico che ho dovuto ascoltare qst canzone moltissime volte x capire meglio il significato e oggi posso dire che, anche se non è tra le mie preferite del primo bacio sulla luna, mi piace davvero tanto...!!

#9 Betty

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Inviato 29 Jan 2010 - 22:28

Io invece trovo questa canzone parecchio triste... o piu che la canzone è il concetto, il messaggio, l'idea che uno per essere felice debba rifugiarsi nella fantasia è drammatica...perche poi si scontra cn la realtà che nn gli corrisponde e cosa fa allora?! si suicida?! E mi dispiace proprio per te Alberta se davvero ti ci ritrovi in questo poverino... A me 'sto lattaiocuoco fa pena, fa quasi voglia di dirgli "ohi dai, nn ti chiudere in camera, esci andiamo a farci 'na birra!" la verità è che nella vita nn sempre le cose vanno come vorremmo, ma ben vengano le sfighe e le frustrazioni, stringi i denti, un po' di determinazione e qualsiasi cosa si può superare...paradossalmente sono proprio le sfighe e le frustrazioni che danno gusto alla vita, quelle che fanno crescere, quelle che fanno scoprire lati di te che nemmeno pensavi esistessero, talmente abituati ad avere tutto al posto giusto! E mi basta guardare chi è venuto prima di me per essere convinta di questa cosa se non basta la mia breve esperienza di vita! La felicità non è chiudersi in camera per viaggiare cn la fantasia, magari è un pagliativo che dura un po ma chiunque puo rendersi conto che nessuno può bastare a sè stesso! E badate io sono la prima che a periodi mi piace farmi i cazzi miei e nn vedere nessuno...ma nn basta, ca**o, per essere felici!
La felicità sono tante piccole cose ma concrete...l'abbraccio di un amico, lo stupore del tuo nipotino, le fusa del gatto, il profumo del pranzo pronto quando torni a casa, le domande che ti lascia un bel libro, una partita a carte, una chiamata inaspettata, le risate che fanno venire il mal di pancia... quante altre cose che mi vengono in mente...già queste basterebbero per svegliarci col sorriso... non ti piace fare il lattaio?!vuoi fare il cuoco?! ca**o!!svegliati!!!vai a fare il cuoco!!!non mi sembra cosa cosi impossibile, nn vuoi mica fare il presidente del consiglio, vuoi fare il cuoco!!!!!
Quanto alla riflessione posteriore... "E' forse la mancanza di fiducia in sè stessi, il male della mia generazione. La mancanza di interessi, di curiosità sono il cancro che uccide la vita di migliaia di ragazzi di oggi e li imbottisce di superficialità.Si pensa che sia la televisione il porto dei nostri sogni, e questo è un grave errore. E' nel silenzio di una stanza vuota che si fa la propria storia." Condivisibile ma anche no... nel senso che c'è a mio avviso una contraddizione palese: rileggendola al contrario, se la mia storia me la faccio nel silenzio della mia stanza, con la mia fantasia, da dove può nascere la curiosità per il mondo?! Da dove nascono gli interessi?! E quindi da dove nasce la voglia di vivere?! Risposta: dalla REALTà, non certo dalla tua fantasia! Se ti rifugi nei tuo bel finto mondo fantasioso mai e poi mai ti verrà voglia di metterti in gioco, non ti nascerà alcun interesse e men che meno alcuna curiosità perchè il tuo bel mondo fantasioso non può offrirti questi stimoli! Quindi è la fantasia che genera superficialità?! Forse per me si, di certo in ogni caso non aiuta a uscire dalla superficialità!
Che viviamo in un mondo di frustrati lamentosi ed annoiati è un dato di fatto, ma è altrettando palese ai miei occhi che con un po di determinazione e magari tanti sacrifici le cose se si vuole si possono cambiare. E qui nascerebbe una seconda riflessione posteriore ossia "val la pena di fare sacrifici per qualcosa di incerto lasciando il certo anche se frustrante?!" ai posteri l'ardua sentenza...
Questo è la mia opinione. che è solo un punto di vista :)

Ah sia chiaro che a me questa canzone piace molto! al di là del ritmo, arrangiamenti, ecc. mi piace proprio perchè è drammaticamente reale e realistica.

#10 Alberta

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Inviato 29 Jan 2010 - 23:18

Visualizza MessaggioBetty, il 29 Jan 2010 - 22:28, ha scritto:

Io invece trovo questa canzone parecchio triste... o piu che la canzone è il concetto, il messaggio, l'idea che uno per essere felice debba rifugiarsi nella fantasia è drammatica...perche poi si scontra cn la realtà che nn gli corrisponde e cosa fa allora?! si suicida?! E mi dispiace proprio per te Alberta se davvero ti ci ritrovi in questo poverino...
Perchè mai "poverino"?! Ha per me il grande dono di avere capito, creando cose tutte sue, come bastare a se stesso le volte in cui gli vada di stare solo assieme a se stesso. :)
E ... dici che il fatto di rifugiarsi, quando se ne abbia voglia, nella fantasia (che io intendo qui però come spirito creativo, non quale rifiuto a priori della realtà che ci circonda ed impossibilità di saperla vivere ed accettare) è qualcosa di "drammatico" come idea, ho letto bene ?!? :blink:
Betty, non sono affatto d'accordo con te, qui. La fantasia è una ricchezza inestimabile. Non dà solo gioia, non è solo un conforto. E' anche ciò che scongiura l'omologazione, la massificazione, il pensiero unico, il gusto unico. Ci rende irripetibili, originali e diversi l'uno dall'altro.
Pensa che per me l'unica cosa non totalmente idiota uscita dal 1968, se preso cum grano salis, è il caro vecchio slogan "l'immaginazione al potere".
E personalmente io sono del parere che, tra una serata con gente di cui ti frega poco o nulla, od una serata in discoteca magari per tentare di rimorchiare tristemente, od un concerto di un artista di cui del pari non ti frega nulla (e ci vai tanto per andare; idem per altri eventi), ed una serata passata creativamente con se stessi sia molto meglio, ma alla grande, la seconda ... :)
Chiaro che mica costui se ne starà SEMPRE in casa (e comunque di certo non ci sto sempre io, ahahah! :senzaundente: Tutt'altro ... adesso vengo giustappunto da una seratina tutto-gossip con Barbara che hai conosciuto a Riccione e con altre due nostre compagne di liceo, l'altro giorno ero a Padova a godermi il Guccini onstage con un'altra amica del liceo ... sì, perchè dopo 32 anni la nostra classe è ancora unita come allora! ;)).
Ma francamente anch'io, le volte in cui le scartoffie giuridiche mi hanno fatta particolarmente arrabbiare o dannare o fumare il cervello durante la giornata, col tempo ho imparato quale grande piacere - alternativo a quello di un bel concerto in compagnia, o di una bella pizza in compagnia, od a quello per me inestimabile di chiacchierare al telefono con mio nipote che sta a centinaia di km., etc. etc. - sia il tornare a casina, chiudersi la porta alle spalle e ogni tanto, invece di scrivere un atto, mettermi a creare qualcosa di mio e di originale che non ha nulla a che fare con il mio lavoro (io non so cucinare se non generi di prima sopravvivenza, per cui non creo ricette ma casomai creo recensioni musicali, o presentazioni e comunicati stampa per giovani artisti indipendenti - purtroppo ora non più indipendenti, e mal gliene incolse - che per me sono come figli ... etc. etc. ;)).

Visualizza MessaggioBetty, il 29 Jan 2010 - 22:28, ha scritto:

...paradossalmente sono proprio le sfighe e le frustrazioni che danno gusto alla vita, quelle che fanno crescere, quelle che fanno scoprire lati di te che nemmeno pensavi esistessero, talmente abituati ad avere tutto al posto giusto!
E non è anche quello che dice la canzone ...?! "niente senza il pianto sarebbe straordinario". :D
Quel che si dice ne "La ricetta" non è certo un incitamento - almeno non per me; io non la vedo per nulla così - ad alienarsi in una bolla di irrealtà, bensì ad imparare a trarre sostegno e conforto anche da se stessi e dai nostri lati più nascosti ma forse più veri, e non già esclusivamente andando alla continua ricerca di appoggi e grucce "esterni" che possono essere più o meno solidi e talvolta persino fallaci, o magari possono non esserci 24 ore su 24, o magari possono non esserci nel momento in cui ne avremmo più bisogno.
Un'esortazione a continuare a vivere nella realtà e non fuori da essa, certo, perchè è da lì che nascono gli input dai quali si forgiano i nostri interessi, ma poi anche a saperseli coltivare e far sbocciare in un'intimità tutta nostra - a suo modo appagante,  speciale e gratificante - questi interessi.

Visualizza MessaggioBetty, il 29 Jan 2010 - 22:28, ha scritto:

... non ti piace fare il lattaio?!vuoi fare il cuoco?! ca**o!!svegliati!!!vai a fare il cuoco!!!non mi sembra cosa cosi impossibile, nn vuoi mica fare il presidente del consiglio, vuoi fare il cuoco!!!!!
Ma dai, è una metafora! :lol:
Bacio, Bettaccia! :flowers:

Modificato da Alberta, 30 Jan 2010 - 10:13.


#11 Sabrina

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Inviato 30 Jan 2010 - 00:21

Secondo me la canzone descrive molto bene la situazione di tutte quelle persone che fanno un lavoro insoddisfacente e che trovano noioso :glare: . Il lattaio in questione però ha il merito di elevarsi, anche se nell'intimità di casa sua, e di creare e fare quello che più gli piace, e non lasciarsi sopraffare dalla noia e magari sprofondare nel divano a guardare la televisione, pensando a quanto il destino è stato cattivo con lui.
Il rifugiarsi nell'immaginazione, nella fantasia, può essere uno stimolo per creare qualcosa che ti permetta di cambiare la tua vita. Sempre il lattaio in questione, in fin dei conti, fa qualcosa che ama fare :blush: .....e mi chiedo....quante persone possono dire di fare quello che veramente amano fare?? :glare:

#12 Alberta

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Inviato 30 Jan 2010 - 00:28

Sono d'accordo, Sabri. :flowers:
Io ho un lavoro che, le volte in cui non è pesante psicofisicamente, allora diventa ripetitivo ... e viceversa ... :wacko:
E non posso neanche gettare le scartoffie giù per il lavandino (o nel cassonetto), ahahah! Sono svantaggiata rispetto al lattaio! :lol:
Ma non penso proprio a lasciarlo dopo 18 anni (mollare tutto per iniziare - che so - a fare la giornalista musicale free lance dal nulla a 45 anni mi parrebbe un tantino suicida, se non altro sotto il profilo finanziario! :senzaundente: ... anche perchè - seriamente parlando - è un lavoro che non di rado riesce ancora ad appassionarmi, pur essendo fatalmente scemata una parte dell'entusiasmo di un tempo); dev'essere anche per quello che amo "La ricetta" così tanto! ;)

EDIT: ottima la tua osservazione sul "non lasciarsi sopraffare dalla noia e magari sprofondare nel divano a guardare la televisione".
E' più un poverino il lattaio de La ricetta, che arriva a casa e si rifugia nella fantasia, creando e  dedicandosi - sia pure in privato - a ciò che ama fare da sè, o chi arriva a casa e, invece di mettersi il cappellino da cuoco (o di indossare qualunque altra metaforica "veste" alternativa, diversa da quella della sua quotidianità e in grado di regalargli allegria od entusiasmo), agguanta ogni sera il telecomando e si sorbisce ogni sera pacchi, GF, Isole dei Famosi e simili?
Rifugiandosi, così, non nella sua fantasia ma in quella - calcolata e studiata, al millesimo, a tavolino - degli autori di quiz e reality shows ... "ma dentro quella scatola/risposte non ce n'è/solo donne in maschera e buffoni come me ...". E sono in tanti a fare così, sera dopo sera ... no, no, W il lattaio! :lol:

Modificato da Alberta, 30 Jan 2010 - 11:19.


#13 Alberta

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Inviato 30 Jan 2010 - 12:08

Mi è venuto in mente che Cesare, dopo "La ricetta", ha interpretato anche un'altra canzone portatrice di un concetto non troppo dissimile da quello del suo pezzo, a ben guardare, fatte le debite proporzioni ... è "The Creationist"! :)

http://www.universal...t/ecards/kerli/

THE CREATIONIST
(by Kerli Kõiv and Guy Chambers)

This is an old and funny poem
I accidentally overheard
It keeps the little children playing
And bigger children spread the word
My memory is bad
So I always tend to forget how it goes
But

Life is my creation
Is my best friend
Imagination
Is my defense

And I'll keep walking
When skies are grey
Whatever happens was meant that way

You're no better or no worse than the others
We are all the same
And life is just a moment
You might as well enjoy this day
It's time to start believing
That everything you want is on its way
And

Life is my creation
Is my best friend
Imagination
Is my defense
And I'll keep walking
When skies are grey
Whatever happens was meant that way

We'll be growing
Into knowing
While we're flowing
Keep on going

I'm a creationist
I'm a creationist
I'm a creationist

This is an old and funny poem
I accidentally overheard ...


Mentre prima ancora che in "La ricetta", secondo me, già aveva concepito (scrivendola a 16 anni, tanto per cambiare! :flowers:) un gioiellino che parlava della fantasia e della creatività come grande cura per i propri mali, sconforti e tormenti: "Quando non sai".

Modificato da Alberta, 2 Feb 2010 - 21:51.


#14 Unintended

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Inviato 30 Jan 2010 - 12:38

Alberta, hai reso perfettamente a parole le sensazioni che danno questi splendidi arrangiamenti..

"Il riff di piano “robusto” con cui il pezzo esordisce e poi il subentrare di quell’altro pianoforte dal suono così argentino, che invece sembra una cascatella di montagna …
Quel fischiettio e quella tromba tremula che ad un certo punto si intrecciano, l’uno a sinistra e l’altra a destra, a creare un’armonia bizzarra ma efficacissima (questo è un brano da ascoltare in cuffia assolutamente, in my opinion, ma in realtà questo vale per tutto il disco, perché così si gode appieno dei missaggi strepitosi di Steve Orchard, che ti fanno apprezzare distintamente e nitidamente ogni singolo strumento nell’ambito dei policromi arrangiamenti pensati da Cesare ) …"

Poi per quanto riguarda il concetto mi trovo anche io molto d'accordo con te. Ma penso che ognuno ci trovi una chiave di lettura personale... le canzoni pop sono quelle in cui si può rivedere una grossa fetta di pubblico, ma è impossibile che tutti ci vedano la stessa cosa. E questo è il bello, l'affascinante del pop, secondo me.
A suo modo tu e Betty avete detto cose molto giuste a mio parere e forse a volte avete anche inteso la stessa cosa senza rendervene conto.
La ricetta per me è una canzone profondamente significativa, nella quale mi sono riuscita a immedesimare quasi perfettamente...
Sfuggire al tedio della vita "ordinaria" non significa rinnegare la realtà e rinchiudersi in una torre d'avorio della fantasia... anche se a volte di lì a perdersi nelle fantasie il confine è veramente molto sottile. Sfuggire alle insoddisfazioni della vita trovando rifugio in ciò che più si ama ma che non potrà mai garantirti beni materiali è il tesoro dell'uomo. "La fantasia salva l'uomo, la fantasia è libertà" e qui cito anche Morgan... Un uomo che a mio parere rende straordinario l'ordinario... La sintesi perfetta secondo me è riuscire ad esternare il proprio mondo interiore, rendendo se stessi un opera d'arte...
Penso anche io che dentro a ogni uomo ci sia un piccolo artista, e questa visione dell'umanità che ha Cesare mi ha sempre commosso.
Posso intervenire in questo topic soltanto aggiungendo la mia personale immedesimazione nel testo. Le frasi che preferisco della canzone sono:
dove nessuno lo può cercare  a chiudere gli occhi e sognare....[]due foglie di alloro, questo è il suo tesoro...[]metterà lo zucchero al posto del salato per dimostrare al pubblico che nella vita è vero il vero ma pure il suo contrario e niente senza il pianto sarebbe straordinario

Io ho bisogno di uno spazio mio, spazio materiale o non fisico nel quale rifugiarmi, spazio incontaminato da presenze o da elementi di distrazioni
e allora premo play e parte lei... e la musica mi trascina verso posti conosciuti solo da me, mi lancio, mi fiondo su una tastiera ed escono fuori fiumi di parole nei quali trovo il riscatto di una vita. Dico il riscatto perché loro sanno darmi la soddisfazione che non trovo in nulla. Sono amiche, compagne fedeli... possono ferire esprimere e comunicare ogni piccolo particolare della vita rendendolo "libero" rendendolo "più leggero" innalzandolo... "alandolo" le parole mi alleggeriscono l'esistenza e penso sia la sublimazione dell'arte, quell'effetto catartico di cui parlava prima Alberta... perché la mia vita se non posso "romanzarla" o tradurla con le mie parole per raccontarla come una fiaba allora non ha senso...
E i momenti di peggiore sconforto sono quelli in cui il mio spazio non è raggiungibile: Il mio spazio privato e pieno soltanto della mia fantasia, i momenti in cui la realtà è così complicata che non mi piacerebbe raccontarla neanche a parole mie... e vado in contro a quel mostro famelico di menti che è la televisione... che pensa al posto tuo. Ed è il parto più triste dell'umanità.
Essere in questa situazione per chi ha un lavoro, una età e pochi sogni ancora da sfruttare, come per esempio il nostro lattaio, può essere molto triste e rifugiarsi nei propri sogni, riscoprire il bimbo alla fine che è in noi è il riscatto la difficilissima ricompensa di una vita passata a sperare e a imporsi di non smettere mai di lasciare aperto quel cassetto con tutti i nostri sogni dentro...

Questa canzone la vedo come un'inno alla capacità di sognare... una fiaba moderna, un sogno essa stessa.
Il riscatto di quel lattaio che se la ascoltasse, se la leggesse si sentirebbe magicamente più alleggerito.

è questo il potere dell'arte, ancor di più della musica che per sua natura è capace di comunicare più di qualsiasi altra arte e arrivare a più cuori contemporaneamente...
Ecco perché amo la musica pop, per canzoni come queste.

Modificato da Unintended, 30 Jan 2010 - 12:40.


#15 Betty

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Inviato 30 Jan 2010 - 12:39

non sono d'accordo con i vostri punti di vista...ma tant'è, il mondo è bello perche è vario!  :happy:

ora ho 5 minuti per spiegarmi meglio!
Attenzione! io non ho portato avanti la mia idea dicendo che uscire in compagnia è meglio che stare a casa da soli o viceversa, sia mai! io sono la prima che amo farmi i cazzi miei! Dico semplicemente che la fantasia non è LA SOLUZIONE dei propri mali! Forse abbiamo due concetti diversi di fantasia. La fantasia è qualcosa che non esiste, rifugiarsi in essa non solo non ti aiuta a vivere meglio i tuoi casini ma anzi peggiori il tuo stato d'animo quando ti ritrovi il giorno dopo ad affrontarli! Lo so che quella del lattaio cuoco è una metafora, mica sono ritardata! E il "poverino" è riferito al fatto che uno a cui tocca immaginarsi di essere qualcun altro o qualcos altro per me è tutto fuorchè uno felice, quindi poverino mi dispiace per lui che piuttosto di uscirne concretamente si accontenta della fantasia! La fantasia non può essere gioia, perchè è roba finta! Ripeto, non sto facendo la guerra alla fantasia, benvenga ogni tanto mica fa male, su questo concordo pienamente con te! Però non spacciatemela come soluzione ai nostri mali o ai mali del mondo o come mezzo per la nostra felicità. Alberta ora che mi ci fai pensare La Ricetta invece è proprio un incitamento ad alienarsi alla realtà! PER ME! Ma probabilmente sta molto a interpretazione personale. Qui racconta solo di un lattaio frustrato che con la fantasia si fa cuoco felice. Tu leggi questo come un episodio sporadico nella vita del lattaio e quindi dai ci sta, puo capitare! Tu dici capita anche a me e male ogni tanto nn fa! io invece posso leggerlo come una cosa che gli capita di frequente (il rifugio nella fantasia) e qui allora dico no, quello sta male forte! Guarda se non leggevo quel sucessivo commento di cesare "E' nel silenzio di una stanza vuota che si fa la propria storia." probabilmente la pensavo come te, ma questo suo commento mi fa pensare solo a una fantasia alienante.
Un'esortazione a continuare a vivere nella realtà e non fuori da essa, certo, perchè è da lì che nascono gli input dai quali si forgiano i nostri interessi, ma poi anche a saperseli coltivare e far sbocciare in un'intimità tutta nostra - a suo modo appagante, speciale e gratificante - questi interessi. vedo che su questo punto sei concorde con me, se non altro come concetto perche io non la leggo da nessuna parte del testo questa esortazione a continuare a vivere nella realtà!!
"niente senza pianto sarebbe straordinario"  Io in quella frase ci ho sempre visto un pianto di gioia non un pianto per le sfighe della vita come lo vedi tu! boh non so, magari dico solo cazzate ma questo è come la vedo io! (tant'è che nel mio fotolibro ho affiancato quella frase alla commozione di cesare davanti alle stelline di ostia  :ops: )
Mentre ti rispondevo ieri mi venivano in mente certe mail che ricevo ogni tanto da ragazze (mai ragazzi!) che mi dicono che l'unica gioia della loro vita è chiudere gli occhi e ascoltare la musica di cesare... ma figlia mia, alzati e cammina! Capisci perchè mi infervoro tanto quando leggo che "nella fantasia puoi trovare la tua felicità"...per carità! Speriamo che non sia relamente cosi... guarda poi che fine si fa....

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#16 Alberta

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Inviato 30 Jan 2010 - 15:48

Visualizza MessaggioBetty, il 30 Jan 2010 - 12:39, ha scritto:

E il "poverino" è riferito al fatto che uno a cui tocca immaginarsi di essere qualcun altro o qualcos altro per me è tutto fuorchè uno felice, quindi poverino mi dispiace per lui che piuttosto di uscirne concretamente si accontenta della fantasia!

Per me invece non è uno cui tocca immaginarsi di essere qualcos'altro o qualcun altro, bensì uno che possiede - e sa coltivare -  abilità, passioni e talenti diversi, distinti e ben più stimolanti rispetto a ciò che, per avventura, gli tocca fare per molta parte della sua giornata, e li mette a frutto con sua soddisfazione ... ma sono sempre cose sue, parti di sè ... non un "altro da sè"! :)

Visualizza MessaggioBetty, il 30 Jan 2010 - 12:39, ha scritto:

Alberta ora che mi ci fai pensare La Ricetta invece è proprio un incitamento ad alienarsi alla realtà! PER ME! Ma probabilmente sta molto a interpretazione personale. Qui racconta solo di un lattaio frustrato che con la fantasia si fa cuoco felice. Tu leggi questo come un episodio sporadico nella vita del lattaio e quindi dai ci sta, puo capitare! Tu dici capita anche a me e male ogni tanto nn fa! io invece posso leggerlo come una cosa che gli capita di frequente (il rifugio nella fantasia) e qui allora dico no, quello sta male forte! Guarda se non leggevo quel sucessivo commento di cesare "E' nel silenzio di una stanza vuota che si fa la propria storia." probabilmente la pensavo come te, ma questo suo commento mi fa pensare solo a una fantasia alienante.
Capisco il tuo punto di vista; con questa precisazione ti sei spiegata molto meglio ... ti dirò, il commento di Cesare a mio avviso - oltre ad essere sacrosanto sul fatto che sia mille volte meglio starsene qualche sera soli con un se stesso creativo che non afflosciarsi passivamente davanti alla TV trash od uscire tutte le sere "in compagnia", ma con il vuoto dentro ed attorno a sè - risente (anche se non voglio certo psicanalizzare il nostro caro ragasssssssso, lungi da me!! :senzaundente:) del  fatto che lui, a differenza mia, tua e del lattaio, VIVE di fantasia e con la fantasia, 24 ore su 24 ... La fantasia (e non il lattaio, il giudice, l'esperto di marketing, il ragioniere etc.) è il suo mestiere, in fondo ... Per cui, per me, anche se quell'affermazione viene dall'autore della canzone, non fa troppo testo, ahahah! (oddio, adesso mi banna! :ops:).
EDIT: Ma no, povero figliolo ... guarda che, in quello stesso commento, alla fine lo ha detto anche lui, cosa intende! :lol:
"... al coraggio di sapersi guardare dentro, scoprendosi giorno per giorno".
Uno può sapersi guardare dentro e scoprirsi giorno per giorno anche mentre è per strada (le cose meno sceme che mi vengono in mente, per dirne una, viaggiano quasi sempre in quei venti minuti a piedi lungo la direttrice Ponte di Rialto-Piazzale Roma, quando torno dal lavoro col naso in su a rimirarmi la mia città fatata!) ... secondo me quella della stanza vuota e silenziosa è un'iperbole, magari un pelino melodrammatica, da parte sua ... ;)

Visualizza MessaggioBetty, il 30 Jan 2010 - 12:39, ha scritto:

ti rispondevo ieri mi venivano in mente certe mail che ricevo ogni tanto da ragazze (mai ragazzi!) che mi dicono che l'unica gioia della loro vita è chiudere gli occhi e ascoltare la musica di cesare... ma figlia mia, alzati e cammina! Capisci perchè mi infervoro tanto quando leggo che "nella fantasia puoi trovare la tua felicità"...per carità! Speriamo che non sia relamente cosi... guarda poi che fine si fa....
Su questo sono super-d'accordissimo con te!!!
Ma non è questo - sempre per come lo vedo io - il messaggio di "La ricetta" ... io lo avverto invece come un'esortazione ad essere il "Creationist" di se stessi e della propria vita attraverso lo sviluppo di doti, peculiarità, abilità, sensibilità proprie e "diverse" dal ruolo che ci tocca impersonare durante buona parte della giornata a scuola o sul lavoro (doti a volte nascoste anche a noi stessi e che magari possono ben essere messe in luce od amplificate od accresciute dall'ascolto di buona musica, così come dalla lettura di buoni libri, quello sì, eccome ... ma è tutt'altro paio di maniche rispetto all'alienarsi con il culto monotematico di un cantautore, ed anche qui concordiamo al 100% ;)).

Visualizza MessaggioBetty, il 30 Jan 2010 - 12:39, ha scritto:

mi piace questa discussione!! vi ringrazio!  :flowers:
Sì, sta venendo fuori carina, animata ed appassionante come speravo; sono proprio contenta, perchè il pezzo lo merita!! :D

Modificato da Alberta, 3 Feb 2010 - 00:34.


#17 Sabrina

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Inviato 30 Jan 2010 - 18:46

Visualizza MessaggioBetty, il 30 Jan 2010 - 12:39, ha scritto:

Alberta ora che mi ci fai pensare La Ricetta invece è proprio un incitamento ad alienarsi alla realtà! PER ME! Ma probabilmente sta molto a interpretazione personale. Qui racconta solo di un lattaio frustrato che con la fantasia si fa cuoco felice. Tu leggi questo come un episodio sporadico nella vita del lattaio e quindi dai ci sta, puo capitare! Tu dici capita anche a me e male ogni tanto nn fa! io invece posso leggerlo come una cosa che gli capita di frequente (il rifugio nella fantasia) e qui allora dico no, quello sta male forte!
Se per rifugio nella fantasia si intende chiudersi in camera nell'apatia più totale, alienandosi dal mondo, con il rischio di allontanarsi sempre di più dalla realtà, allora direi anch'io che quello sta male forte!
Però nel caso de La ricetta, questo rifugiarsi nella fantasia, la vedo più come una "fantasia costruttiva". Materialmente e fisicamente in qualche modo crea qualcosa, non se ne sta fermo ed inebetito, cerca una soluzione alle frustrazioni del suo lavoro. Sono d'accordo che poi bisogna anche darsi una mossa e non piangersi addosso, ma il nostro lattaio mi sembra già un passo avanti rispetto a chi non fa niente per cambiare la propria situazione!

Visualizza MessaggioBetty, il 30 Jan 2010 - 12:39, ha scritto:

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#18 lulu0587

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Inviato 30 Jan 2010 - 20:47

Visualizza MessaggioBetty, il 30 Jan 2010 - 12:39, ha scritto:

non sono d'accordo con i vostri punti di vista...ma tant'è, il mondo è bello perche è vario!  :happy:


"niente senza pianto sarebbe straordinario"  Io in quella frase ci ho sempre visto un pianto di gioia non un pianto per le sfighe della vita come lo vedi tu! boh non so, magari dico solo cazzate ma questo è come la vedo io! (tant'è che nel mio fotolibro ho affiancato quella frase alla commozione di cesare davanti alle stelline di ostia  :ops: )
Mentre ti rispondevo ieri mi venivano in mente certe mail che ricevo ogni tanto da ragazze (mai ragazzi!) che mi dicono che l'unica gioia della loro vita è chiudere gli occhi e ascoltare la musica di cesare... ma figlia mia, alzati e cammina! Capisci perchè mi infervoro tanto quando leggo che "nella fantasia puoi trovare la tua felicità"...per carità! Speriamo che non sia relamente cosi... guarda poi che fine si fa....

cmq mi piace questa discussione!! vi ringrazio!  :flowers:


"niente senza il pianto sarebbe straordinario"! giustissimo....secondo me è proprio l'emozione e/o commozione che rende magico il tutto....
e sono d'accordo con te quando dici che ti infervori sentendo dire che "nella fantasia puoi trovare la felicità"...il fatto è che, secondo me, la fantasia non deve diventare un mondo parallelo o una realtà che uno si crea x sfuggire a  questa terrena!!! xo sicuramente pu aiutare in alcuni casi..... io a esempio quando sono triste e non ho voglia di vedere nè sentire nessuno, mi chiudo in camera, metto un cd di cesare e volo con la fantasia...."mi serve" x affrontare un momento , x distaccarmi x cercare una felicità che in quell'istante non ho.... certo ripeto non deve divventare una realtà parallela, ma se qualcuno facendo cosi riprende quel sorriso perso xke no!

#19 Unintended

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Inviato 30 Jan 2010 - 21:50

Io non dicevo che nella fantasia si trova la felicità, ma il riscatto per un tedio che inevitabilmente la vita di ogni giorno ti da... la fantasia può darti quello stimolo in più a vivere ogni giorno con un pizzico di colore in più, consapevole di se stessi, a contatto col proprio lato più infantile e spontaneo ancora carico di speranze... si vive meglio!
Niente senza il pianto sarebbe straordinario
io la leggo come senza il dolore la gioia non sarebbe ugualmente bella
lo zucchero al posto del salato
perché stravolgendo gli ingredienti il risultato a volte può sorprendere... mescolare le carte del destino con un pizzico di incoscienza e follia è una dote straordinaria.

Concordo con "alzati e cammina!" Betty!!
Anche perché quelle persone che dici tu vivono di musica del cantante e traggono solo da esse gioia...
non fanno ricerca in se stessi... avvicinarsi a se ci rende più esposti alla felicità. E loro, nutrendosi di "bellezze" altrui vivono passivamente un po' come chi si butta davanti la tele... in maniera culturalmente e artisticamente molto più elevata xD ma il principio di "passività" potrebbe risultare lo stesso nel momento in cui altra gioia non traggono che dalle opere altrui...

Quindi a conti fatti sono d'accordo con tutte e due :D ahah

#20 Alberta

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Inviato 31 Jan 2010 - 00:36

Visualizza MessaggioBetty, il 30 Jan 2010 - 12:39, ha scritto:

Forse abbiamo due concetti diversi di fantasia.
Mi sa proprio di sì, mia cara, almeno rileggendo tutto il topic! :D
"Fantasia intesa come doti di creatività proprie della singola persona" (io) vs. "Fantasia intesa come dimensione fittizia, fuori dalla realtà" (tu), più o meno ... sbaglio?! ;)

Visualizza MessaggioUnintended, il 30 Jan 2010 - 21:50, ha scritto:

Niente senza il pianto sarebbe straordinario
io la leggo come senza il dolore la gioia non sarebbe ugualmente bella
Idem per me ... in tutta onestà ammetto che non mi passava neanche per l'anticamera del cervello che potesse, in alternativa, interpretarsi anche nell'altro modo, quello prospettato da Betty ... :blush:

Visualizza MessaggioUnintended, il 30 Jan 2010 - 21:50, ha scritto:

lo zucchero al posto del salato
perché stravolgendo gli ingredienti il risultato a volte può sorprendere... mescolare le carte del destino con un pizzico di incoscienza e follia è una dote straordinaria.
Idem per me, anche qui!
Ma anche come riflessione sulla complessità dell'esistenza e sull'insensatezza di certe sue visioni un po' troppo "manichee", black or white ...
Come si fa a dire che 'sto signore è un passivo alienato e triste, scollegato dalla realtà?! Dai!  ;) :senzaundente:
Io continuo a vederlo come uno che riesce a prendersi gioco, almeno per un po', della quotidianità più piatta e scontata senza con ciò negarne l'esistenza e senza ignorare che il giorno dopo vi dovrà ritornare, e pure il giorno dopo ancora ... ma senza suicidarsi - metaforicamente o meno ... meglio metaforicamente, nel dubbio! :lol: - per questo, proprio perchè un po' di "antidoti" personali agli effetti (quelli sì alienanti) della grigia routine sa di averli comunque a portata di mano, e se li è fabbricati tutti da sè :)

Modificato da Alberta, 2 Feb 2010 - 23:16.




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