isolina, il 14 May 2010 - 16:15, ha scritto:
Si, quella copertina è inguardabile, anche le altre non sono certo capolavori, meglio il contenuto..
Canzone tristissima peraltro, ma nome simpatico che, data la mia isolanità si addice proprio, non trovi??
Spero di sentirti presto, cercherò di ricordarmi di entrare più spesso nel forum, così faccio pratica e non combino danni!!! ahahahaha
un abbraccio oltremare,
Isolina
Isolina, tristissima, dici ...?! Mah, io l'ho sempre vista come un bozzetto delicato, poetico, che dipingeva un fiore di sensibilità femminile cresciuto dentro ad una rurale realtà fatta di rozzezza, di durezza, magari di fatica nei campi, sicuramente di vino a fiumi bevuto da quegli uomini la sera, forse più che altro per far da anestetico a tanta fatica ... però con la speranza finale - per Isolina - di uscirne fuori. La stessa speranza che al maschile nutre, in quello stesso periodo, il protagonista di Cincinnato, ma che in quel brano - quello sì tristissimo, però è tanto bellino anche lui! - si spegne miseramente al contatto con la grande città ...
Ci vedo molto dentro - parlo di entrambi i brani - l'Umbria agreste dei suoi genitori (anche se ho letto, da qualche parte, che c'è chi pensa che Isolina sia dedicata al mondo zingaro ... mah, dal nome scelto non direi proprio ...!).
Sono due bei brani, anche se un po' ingenui perchè scritti da un adolescente poetico e pieno di sogni (il che un po' mi riporta alla mente, per associazione di idee, le primissime cose del giovanottone-poeta cui questo forum è dedicato ... Mary seduta in un pub, a volte, mi pare quasi un'Isolina dei nostri tempi
E poi quella chitarra, in Isolina, e in generale quell'arrangiamento quasi vagamente flamenco nel finale sono proprio belli ed evocativi, ma del resto la RCA italiana dell'epoca aveva fior di arrangiatori a libro paga, compreso Ennio Morricone: se pensiamo che Claudio, a soli 23 e 24 anni d'età, ebbe senza sforzi di sorta, quali arrangiatori dei suoi album, due futuri premi Oscar - ma già allora quotatissimi - come Vangelis e come Bacalov, l'uno di seguito all'altro ...
Quanto alle "copertine non capolavori" ... eh, no, dai, che quella di Oltre del 1990 si fa ben ammirare, nella sua turbinosa esplosione di colori caldi! Ed anche il mega-sole al tramonto di Sabato Pomeriggio del 1975 io l'ho sempre trovato bellissimo (entrambe le copertine sono di Antonio Dojmi ed entrambe sono nate "da un'idea di Paola Massari", come recitano i rispettivi credits, guarda caso ... è da quando lei è uscita di scena che le copertine si sono fatte gradualmente sempre più brutte).
L'ultima copertina sua che trovo bella, perchè è intrigante nella sua sobrietà minimalista, è quella di Ancorassieme del 1992 ... realizzata, tra l'altro, dalla Double-Face di Bologna (in altri termini da Walter Mameli, il nostro grande Walls!
isolina, il 14 May 2010 - 16:23, ha scritto:
Modificato da Alberta, 15 May 2010 - 14:41.









