Esilaranti gli svarioni "Figlio di niente" e "Marmellata #24"
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L'ex Lunapop e un destino da re
Migliaia di persone cantano e applaudono il concerto di Cesare Cremonini a Piazzola sul Brenta. Star del panorama musicale italiano, a 30 anni si avvia verso un ruolo da protagonista

Cesare Cremonini (archivio)
Poche volte si ha la sensazione di vedere quello che accadrà nei prossimi anni. Venerdì sera è successo a Piazzola sul Brenta dove Cesare Cremonini ha inaugurato la tournée estiva. Lascia a bocca aperta la velocità e la continuità della crescita dell'ex Lunapop, ora star del panorama musicale italiano ma destinato ad esserne il re. La produzione del tour è di livello altissimo, poi una band all'altezza (in 10 sul palco) e un front man consumato nonostante abbia appena superato i 30 anni, completa la magia. Il palco su tre livelli arriva a lambire il pubblico. Gli schermi led ad alta definizione corrono per tutta la lunghezza del palco davanti a Cesare, alle due chitarre e al basso. Sopra questa fascia luminosa su cui passeranno filmati e visual delle canzoni, un secondo livello con batteria, percussioni e fiati, e ancora sopra il terzo livello con coriste e tastiere. L'apertura, dopo un intro di base è con “Mondo”, il singolo già disco di platino dell'ultimo “1999-2010 The Greatest Hits”, prima raccolta di Cremonini.
Tra il boato delle migliaia di persone del'Hydrogen Live – Love Festival di Piazzola sul Brenta (Padova) entra Cesare, jeans attillati modello Clash e giacchetta nera sopra una t-shirt bianca. A soli trentun anni (ma tantissimi passati sul palco) è già una consumata rock star ma ha quell'energia emozionale in più che gli permette di entrare subito in contatto con il pubblico, di raggiungere ognuna delle persone che ha davanti e toccarle il cuore. Passa anche “Dicono di me” de “Il primo bacio sulla luna”. Cremonini sul palco corre, salta, balla, si inginocchia e sfiora il pubblico. “È meraviglioso iniziare da questo posto la tournée estiva, siamo emozionati, buona serata!” dice Cesare prima di “PadreMadre” e de “La fiera dei sogni”, successo dei Lunapop, profondamente riadattato al sound attuale (come tutti gli altri brani di “Squerez?”) e con un tocco di bossanova che la rende ancora più delicata. Su “Vorrei” il cantante bolognese si mette al pianoforte, da solo, circondato da faretti rossi. Il pubblico canta ogni virgola, sul finale Cesare si interrompe e lo lascia cantare e l'applaude, quasi commosso. Le atmosfere, intime, rock, poppeggianti, si fondono grazie ad una band da paura e al suo talento di front man. Particolarmente riuscita “Figlio di niente” con le immagini dei telegiornali che scorrono sui led fino a lasciare la frase che il Conte Mascetti pronuncia in “Amici Miei”, “Ma è proprio necessario essere qualcuno?”.
Per “Latin lover” Cremonini è solo sul palco con alle spalle un campo pieno di lucciole e sopra una tastiera che ne tesse l'atmosfera. Poi con “50 Special”, in una bella versione rock dura, il pubblico arriva sotto il palco per saltare con i propri ricordi. “È la prima volta che faccio una cover, ma lui è l'Omero della musica e ha appena compiuto 70 anni”, dice Cesare e chitarra acustica inizia “She belongs to me” di Bob Dylan. Si arriva a “Qualcosa di grande”, il piccolo capolavoro “Marmellata #24” e, prima dei bis “Pagliaccio” dove un ritorno mancante in spia è risolto con classe facendo cantare il pubblico che preme sotto il palco. “La ricetta (per curare un uomo solo)” in chiave un po' jazz apre l'encore che continuano con l'ultima hit “Hello!” e “Un giorno migliore” a una sola voce con il pubblico. Cesare ringrazia, presenta la band con cui fa un grande inchino al suo pubblico. Cremonini è il futuro del pop rock italiano.
Francesco Verni
09 luglio 2011










