La notte spesso di veglia, in queste stanze, riscaldate da questo moderno motore veicolo cieco di pensieri, scure.
Siedo e aspetto che dei nodi si sciolgano.
E leggo.
Mi ritrovo a leggere tutte assieme delle frasi che assieme possono toccarti, distruggerti, calpestarti , inondarti, accelerarti, il cuore.
Ma che strumento sarà mai questo cuore, che non lo riesco a controllare?
In presa diretta con queste pupille umide che leggevano veloci righe di nero, labile inchiostro su pagine di bit senza numerazione.
Cesare ha scritto dei pezzi di poesia.
Il suo blog, è la mia lettura quotidiana, ma in questa notte di nuvole fritte mi ritrovo a leggere e rileggere, e leggere e rileggere mille di queste sue parole.. mille e duemila fogli di questo spazio..
E ringrazio. Ringrazio per poter godere di questa poesia.
E cadono gocce anche dagli occhi. Perchè le parole non sono facili da scrivere come da dire.
Le parole sono impegnanti.. sono castelli che si disfano e crollando di sabbia, si perdono nel nulla della spiaggia.
E ti rinchiudi a letto e leggi pagine e pagine di amore di passione di malinconia. E ti chiedi come si può essere capaci, di trascrivere la vita come se fosse un copione scritto da quelle mani.
E leggi pagine di uomo, che sembra essersi scritto, e sicuramente è anche un po così.
Ed è poi lo stesso uomo.. quello stesso che sta lì, su quel palco e che ti fa vivere un'estate di sogni.
e' lo stesso che ti prende per mano e ti accompagna a morire, in quel paradiso fatto di note e di passione. Dove chiudi gli occhi, e speri che nessuno fermi mai la musica.
Leggerlo è come mettere la mano dentro uno specchio.. ascoltarlo è come cadere sotto sotto una campana luminosa.. e rimbombano forti e incapaci le emozioni e ti rimbazano addosso per tornati dentro di nuovo.
E stanotte sono qui, senza sonno davanti a questo pc, e leggo con i lucciconi queste righe, e le rileggo..
e mi perdo, tocco i fondi, tocco gli apici, mi ritrovo.
Volevo rileggere il suo blog più dolce, e mi sono persa a rileggerne mille altri.
Perchè per me , per noi, ormai è abitudine, ma alla magia non ci si può abituare mai.
Che sia un concerto, che sia una poesia, che sia una melodia. e Cesare ci dà tutto.
Solo grazie.
Per renderci amici di questi capoversi infiniti.. che decollano, atterrano, volano.
e io rimango qui ..
a leggere..
probabilmente per sempre.
Modificato da Govinda, 21 Sep 2006 - 09:06.








