esistono delle copertine di certi lavori discografici che sono delle vere e proprie opere d'arte (vedi anche la copertina di "Maggese" che pare ci abbia affascinato tutti!). Vorrei chiedervi se esistono delle copertine che ricordate, che vi piacciono particolarmente e perchè, o al contrario copertine che non vi dicono molto, secondo voi magari banali o scontate in base a un gusto personale...
EDIT:
Facendo una piccola ricerca su internet inerente l'argomento mi sono imbattuta nella recensione del libro "XX Secolo LP Cover - Copertine di dischi tra mito e storia" di Antonio Gaudino, libro che non conosco... Se magari però tra voi c'è qualcuno che lo ha letto o semplicemente sfogliato...
Ne riporto il contenuto, a titolo informativo:
Un libro che contiene 400 illustrazioni di altrettante copertine di dischi che comprendono un periodo che parte dagli '20 del Novecento fino ad arrivare al 2002 aspira a diventare una sorta di feticcio del feticcio. Se nella cultura pop hanno assunto un ruolo di preminenza artistica anche gli oggetti di uso comune sdoganati da formule come quella dell'art déco, è sempre più motivo di compianto la nostalgia legata all'oggetto che un tempo veniva chiamato Long Playing o comunque vinile. Come è semplice immaginare, la cura affidata alla confezione in passato superava di gran lunga l'attuale, essendo capace di dare stimoli anche nel senso di un eccesso inutilmente pacchiano. Del resto l'avvento del CD che ha invaso i mercati nel 1984, così come tutti gli applicativi grafici dei personal computer, hanno spinto molti a fare dischi senza curare troppo l'aspetto esteriore della confezione: ma la cosa non riguarda soltanto i cari vinili, quanto buona parte dei prodotti industriali in commercio.
L'evoluzione grafica delle copertine dei dischi è un ottimo spunto per trattare un argomento che meriterebbe però una più precisa analisi che faccia utili riferimenti anche allo sviluppo della grafica in generale, dagli anni '20 fino a oggi. In tal senso è inutile dare un mero elenco di foto di copertine (pare scannerizzate dalla ricca raccolta dell'autore), senza considerare come si presentavano in ogni epoca riviste, giornali, manifesti, fotografia, tipografia e quant'altro (visto poi che della stessa collana XX secolo la Electa ha programmato una serie di volumi dedicati a fumetto, design, automobili e manifesti).
Il rischio ampiamente corso in questo volume è quello di una mera trattazione sentimental-descrittiva, quasi per voler parlare di sé attraverso i propri dischi. E purtroppo si ricade proprio in questo: un ampio apparato di didascalie descrive, a volte un po' pedissequamente, ciò che possiamo vedere anche con i nostri occhi. Meglio sarebbe stato allora una qualche storicizzazione, con qualche culto del retroscena "alla Bertoncelli", tanto per rendere il tutto più nostalgico, ma anche succulento. Inutile fare dei nomi: facile mettersi a discutere sul perché e il percome di certe esclusioni o di certe presenze. Ottimo comunque per ricordi e scansioni.
Elisabetta
Modificato da Govinda, 8 Jun 2006 - 23:09.




























